07 Marzo 2012

mi deprimo.

mi deprimo e ancora e ancora e ancora. mi deprimo anche quando fuori è mite e batte il sole. anche quando dovrei essere contenta. mi deprimo per niente e niente mi serve per ritirarmi su. basta così poco e la testa va per conto suo. e io mi deprimo. così, senza apparente motivo. mi deprimo perchè mi manchi e ho bisogno dei tuoi occhi su di me almeno una volta al giorno. e la tua bocca e le tue mani. per sentirmi importante per qualcuno. per essere un po' più lontana da me. e ora non ci sei. quindi mi deprimo. fottesega se fuori c'è il sole, se stasera devo uscire con gli amici, se non sono sola. tanto per rompere le palle a tutti mettendo in una fittizia bacheca parole un po' vuote, decisamente superficiali. e quello che mi rimane è quel tantino di peso alla bocca dello stomaco. bene.

 

 
27 Febbraio 2012

alle solite...

Fra un'ora e mezza ho l'esame e come sempre sale lo sconforto. l'agitazione del dirsi non so un cazzo di niente. perchè devo essere sempre così dannatamente emotiva? perchè questa poca autostima? ho studiato, mi sono impegnata. a casa ci sono persone che credono in me e ho amici che conoscendomi ogni volta incrociano le dita. non vedo l'ora che la mattinata passi, anche perchè se vado avanti così non so quano reggo, già mi son fumata due sigarette appena sveglia....vedremo dai....ormai sono convinta che le uniche cosa da fare in ogni amibito della vita siano tirare fuori le palle, sringere i denti e rimboccarsi le maniche. ce la farò oggi? per quanto piccola ogni sfida rimane una sfida contro i propri limiti, e andare bene per me significherebbe aver perso almeno un po' di quelle paure che da sempre mi creano difficoltà. quindi un esame rimane più che altro un simbolo, e darlo è per me un motivo di respiro perchè significa che, nonostante tutto, riesco ancora a progredire anche se a passi piccoli e un po' trascinati. e come direbbe ferretti: Dai dai dai! buona!. intanto buona fortuna a chiunque ne bbia bisogno e buon giorno a tutti gli altri...

 
19 Gennaio 2012

è mattina.

ma ancora no. ancora è notte e io non dormo. e non sopporto queste crisi inutili, gli sbadigli che non portano a nulla, gli occhi che come si chiudono portano a pensare solo a cose negative. Mi piacerebbe trovarli lì, i miei pensieri. lì sulla scrivania. e dargli fuoco. o buttarli nel cestino. eliminarli. resettare tutto e ripartire, magari con meno ferite ancora aperte. magari con la risata più facile. senza il terrore di non aver più gli occhi che sorridono. la paura di aver perso irrimediabilmente quelli che erano i miei lati positivi. io mi voglio scanzonata. e, possibilmnte, addormentata dato che sono le 5.33 e non ho ancora chiuso occhio.... ma forse è tutta colpa di wiz khalifa (che poi...chi è?!)

 

 

 
17 Gennaio 2012

yellow

ascolto yellow e penso al tempo che è passato. sono un po' triste in sti tempi. cioè no. o si. non so. mi rendo sconto che va tutto bene, che sono fortunata. ma a volte la mia testa non funziona come dovrebbe e mi perdo a pensare a cose brutte. io tendo a farmi del male, e queto è un fatto. io mi butto giù. io cerco di vedere in positivo ma il mio bicchiere è sempre mezzo vuoto. piango per ogni cosa. però....però che bello quando la giornata gira bene e qualcuno che non conosco mi sorride. che bello quando sono a casa mia e guardo fuori dalla finestra. che belli gli abbracci. e conquistare piano piano l'affetto di chi mi circonda, coltivarlo, vederlo crescere. auguro a chiunque legga, o meglio, a chiunque in generale, di stare bene. di non fare come me. di tenere la testa alta e sorridere. di non prendersi troppo sul serio, che tanto è inutile. e di vivere, vivere e ancora vivere che è 'unica cosa che possiamo fare. e tutto sommato anche la migliore.

 

 
17 Novembre 2007

spegnersi piano

spegnermi piano in una canzone che mi ricorda quando i problemi non risultavano così evidenti. spegnermi in quel momento in cui tu mi stringevi forte e ci bastavamo noi due. e piangere mentre tu mi abbracciavi perchè spinta da un, come lo definisci tu, conato di felicità.
spegnermi piano perchè non so se ti rivoglio nella mia vita...perchè mi fai provare sensazioni così intense da far male. e la bellezza di quello che eravamo e di quello che siamo...
spegnermi piano con le labbra incollate alle tue e il naso pieno del tuo profumo...aggrapparmi alla tua voce per non affondare...rendermi ridicola e patetica con queste parole che forse per chi le leggerà non sono altro che luoghi comuni del cazzo.
eppure lo sai anche te che non è così, lo sai quello che penso e provo, quello che desidero.
esperienze condivise quando ancora non sapevi della mia esistenza nà io della tua. ma ti cercavo...da tanto e tanto tempo.
una settimana è già passata e ho ancora sulla pelle la tua pelle. e quando mi adormento ti sento stringermi forte e il mio petto che si squarcia...e il dolore la poesia. quelle mille piccole cose senza cui io e te non riusciremmo a vivere, quelle sfumature che rendono la vita degna di essere chiamata tale.
 avrei ancora centinaia di cose da chiederti dirti sussurrarti. ma so che lo spazio è poco e questi mezzucci freddi non rendono nemmeno lontanamente l'idea di quello che tu sei per me.
come l'altro giorno..quando il sole si uccideva piano piano all'orizzonte e io in treno. tu al lavoro. ma mi sei sempre davanti e accettarlo risulta ogni giorno più difficoltoso.
sei rientrato nella mia esistenza quando avevo ridefinito linee orizzontali e verticali e ogni cosa sembrava essere al suo posto.
e adesso che il dubbio stronca tutti gli altri pensieri non so più che farmene di me stessa se non posso aggrapparmi di nuovo a te. scusa la marea di minchiate, alla fine sarebbe bastato uno sguardo.
 
22 Giugno 2007

posso solo continuare questa corsa. mi temano convulsamente le mani.

sotto esami. una merda, proprio uno schifo. la pressione che non ti abbandona mai. e non sapere che cazzo ne sarà di te tra qualche settimana. il tempo bloccato, impantanato in questa enorme palude di tensione. soffoco e svanisco lentamente. e il tentato suicidio di quella bambina che provava a sopravvivermi forse è riuscito. non si torna mai indietro. sui puo' solo continuare la corsa.
 
09 Aprile 2007

hardcore la mattina.

cominciamo in allegria.
ho scritto una mail  a matheus e ora mi dedico alla cura dell'anima. disintossicarmi dai pensieri negativi, lenire un po' queste ferite purulente. rabbia e trsitezza non mi toccano, non ora, almeno, ma se dovessi parlare un po' di quello che mi passa per la testa credo che vi deprimerei tutti,. meno cinque alla gita in grecia. ho bisogno di allontanarmi da me stessa per un po', soffocare in un mare di melma per poi rendersi conto che stai morendo in te stessa.
nichilismo alle 12.11....bene! buona giornata a tutti.
 
25 Marzo 2007

peso inutile....

E' bello far da bersaglio al tiro-a-segno dei pregiudizi.
e quelli che non vogliono lavorare li   impiccherei tutti.
il gusto di sentirti nobile anche se siam o cresciuti nella stessa fogna,
il gusto di essere sovrano su una gerarchia di leccaculo...
la gioia di vivere, di continuare la stirpe.
arrivare al loculo già putrefatto da millenni

i C. B. 


e ringrazio dio o chi ne fa le veci di starcifuori.
e ringrazio la follia e se qualcuno avesse per caso trovato un martello provi a spaccarmi la corteccia cerebrale per vedere se ne escono fiori putrefatti.

 
04 Marzo 2007

a noi che siamo inutili.

Come se ce ne fregasse qualcosa, a noi, la generazione che non conta.Sfoglio un vecchio album fotografico. Io non ero nemmeno stata sognata. Nemmeno stata concepita.Io non esistevo. Esistevo solo nel taglio degli occhi di mia madre, nel naso di mio padre, nelle labbra di mia nonna.Io esistevo solo nei sogni infantili di mia madre, nelle sue speranze. Io ero un’immagine, un’idea. Ero geni e non ero sangue. Ero idee e non ero carne. Ero una voce mai sentita e mai parlata. Ero delle aspettative e delle speranze. Ero il futuro impossibile e un po’ utopico. Ero il sorriso di mia madre e le paure di mio padre. Ero gli obbiettivi mai raggiunti da migliaia di generazioni prima di me e le ideologie già consolidate di tutta la famiglia. Di un albero genealogico enorme che ritrovava le sue origini in uomini forniti di clava e caverna. Di fuoco. Brucianti di passioni e paure.Ecco cosa sono io. Un prodotto imperfetto. La perfetta somma di tutti gli errori e le cose mancate dei miei. La giusta sottrazione i ideali non miei confrontati con un mondo che non mi lascia respirare. Che talvolta mi soffoca di utopie. Che talvolta mi fa librare nel vento e mi fa sperare nuovamente. Mi fa sorridere il pensiero di un figlio. Di un uomo da amare.Di una famiglia inesistente e già creata nei miei geni e nel mio DNA.Come se ce ne fregasse qualcosa. A noi.Riguardo ancora una volta l’album e riscopro il mio sorriso in migliaia di sorrisi. Il mio sguardo in migliaia di sguardi. La mia rabbia identica a quella dei miei parenti.Nonni. Bisnonni. Trisavoli. Genitori. Zii. Cugini.Tutti alla ricerca. Tutti senza una via precisa ma con la sensazione di dover seguire una strada. Un sentiero per il mantenimento della specie. Del cognome. Anni ’50. anni ’60. anni ’70 anni ’80 e poi io.Io che non sapevo ma contenevo tutte le informazioni necessarie a sognare e a distruggere i miei sogni.Io che credo in quello che credevano i miei. Io che parlo come parlavano i miei.I libri di mio padre moltiplicati per quelli di mia madre e con aggiunti i miei.Una biblioteca di sapienza che sfrutta le biblioteche di sapienza di chi mi ha preceduto per, alla fine, non saperne nulla comunque.E sguardi di rimprovero che si ripeteranno costantemente di generazione in generazione. Creature della mente che spaventeranno sempre uguali e diverse tutti i bambini del mondo.Armi sempre nuove ma sempre fabbricate con lo stesso intento uccideranno sempre migliaia di uomini.Qualcuno morirà sempre di fame. Qualcuno si suiciderà. Dei parenti piangeranno e alcuni amici si chiederanno il perché scuotendo la testa.Andremo alla posta per pagare il nostro debito col mondo avvalendoci di un valia e ne usciremo senza coscienza ,ma col conto in banca sempre carico.Chi più chi meno a tentare di risarcire i suoi errori e gli errori di chi lo ha preceduto. E i più vecchi sempre a guardarti male e a dire “quando io avevo la tua età….” E ancora “se”, ancora ricordi che si affollano nella mente e che sommergono il cuore. Fingono di scaldarci ma in realtà ci raggelano il sangue nelle vene.Ma è così che gira, tra una cosa e l’altra. L’uomo è uomo nonostante il contesto in cui vive. E la nostra umanità non ce la potrà togliere nessuno. Nemmeno il tempo che ruba tutto, persino i sogni.Ascolto una canzone che sa da vecchio ma è appena uscita nelle classifiche. E mia madre in sottofondo che dice “tutto si ripete…” e io guardo i miei pantaloni e le do ragione.E guardo i miei poster alle pareti e sorrido. In fondo si, tutto si ripete.Anche le nostre ideologie. Anche le nostre speranze.La lotta continua per dare un mondo migliore a figli non ancora concepiti e la desolazione di non riuscire a cambiare nulla. La politica e i nomi che si da sempre uguali, sempre più meschini, sempre più falsi.Il sapore della prima volta e del primo bacio sempre diversi ma sempre uguali. Gambe che cedono e sorriso sognante, in balia di un mondo che una volta tanto ci fa volare lontano. Oltre il colore della pelle, oltre il suono della voce, oltre confini e paure.L’amore e i suoi segreti che ci sconcertano e ci fanno stare da dio o che ci mangiucchiano il cuore risputandolo poi sotto forma di poltiglia.E si, il mondo è sempre quello. I vestiti anche. Le parole anche.Ma il mio cielo non brucerà mai, ne sotto il fuoco delle bombe, ne sotto il fuoco dei missili intelligenti.Il mio mare sempre in tempesta e sempre tranquillo. Le mie città di nuvola e carta sempre sciolte dalla pioggia, sempre in piedi.Il mio Dio sarà taciturno e caritatevole, sempre pronto a tendere una mano e poi a ritirarla scottato dalle nostre bestemmie.Il mio dio resisterà al tempo e alle civiltà. I grandi ideali anche. Amore e odio sopravvivranno all’umanità e al suo discostarsi dalla civiltà.Il mio tempo si ripeterà sempre diverso e i miei sogni verranno distrutti e modificati. Talvolta riedificati e ristrutturati, talvolta coperti di sputi e vomito. Talvolta rosicchiati e lasciati al sole a marcire. Ma ci saranno sempre e mi seguiranno. E così il mio disagio e la mia rabbia silenziosa. Rabbia distruttrice. Rabbia che trasmetterò ai miei figli e ai miei nipoti, ai loro figli e ai cugini dei loro figli.Rabbia genetica che spero si moltiplichi e si espanda aprendo gli occhi a chi cerca di far tacere la propria coscienza aiutando la vecchietta ad attraversare la strada. Finto buonismo che talvolta ci fa sorridere e star meglio.La buona azione della giornata dovrà moltiplicarsi e trasformarsi in amore. Ora e sempre. Sperando che le future generazioni ereditino da noi anche la pace e non solo un controcorrente postale.Quindi ricordatevelo oggi, domani, tra mille anni, ricordate che si, in fondo è veramente vivere.Vivere fino a dimenticarsi di respirare, fino a scoppiare. Vivere. Sempre e comunque.Perché questo dobbiamo saper trasmettere prima di ogni altra cosa. La vita.          
 
27 Maggio 2006

titolo nuovo diario

ieri sera al centro autogestito, ho dormito a malapena tre ore ma ne è veramente valsa la pena, buono per la musica, buono per la compagnia. buono per la scarica tremenda a tutta la rabbia che mi tengo in corpo.
 
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